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martedì 6 luglio 2010

06.07.2010 SUL CIGLIO DELLA PORTA…

Carissimi,
sono passati tanti mesi e con essi tante avventure…per Mr. Greg e la sua famiglia.
Abbiamo lasciato l’Uganda, con dispiacere perché è un Paese che ci ha accolti calorosamente, che ci ha stregati con i suoi parchi, animali, laghi e persone accoglienti e pacifiche e con i suoi mille usi e costumi, tribù e lingue. L’Uganda ci è parsa davvero una scoperta ogni giorno, a volte scoperte belle a volte brutte ma i due anni trascorsi lì e il lavoro svolto sia di Matte che mio ci hanno in ogni caso arricchito e speriamo che anche Mr. Greg ne abbia giovato. E’ cresciuto sempre all’aperto sia a Naggalama che a Kampala, è cresciuto in un miscuglio di tribù e culture e masticava qualche parola di luganda e di acholi…speriamo gli rimangano nel cuore le persone e i paesaggi che ha incontrato in questi due anni.
Ora DUE nuove avventure sono cominciate… si chiamano Mela e Angola!
Mela è il fratellino in arrivo di Mr. Greg, chiamato per il momento così dal maggiore…arriverà a novembre e siamo tutti felicemente in sua attesa.
Angola è la nostra nuova destinazione… Matte è già là, da un po’..io e Mr. Greg siamo arrivati da poco dall’Uganda ( io ho terminato il mio contratto dopo Matte) e ci stiamo godendo un po’ di sana vacanza in Italia stra coccolati dalle nonne. Stare lontani da Matte ci sta facendo soffrire più di quanto potessimo immaginare… il continente africano ci tiene lontani e gli aeroporti ormai sono diventati la nostra seconda casa…è avventuroso sì ma davvero faticoso e spezza il cuore. Non vediamo l’ora di riunirci, che sia ovunque nel mondo ma insieme e presto, speriamo il prima possibile, sarà a Luanda e sarà contornati da nuova gente, nuovi paesaggi e nuova lingua…il portoghese ci aspetta.
Forse abbiamo bisogno di rinnovarci per sentirci vivi, forse il fascino dell’africa in tutti i suoi aspetti e Paesi ci spinge a continuare…qualsiasi cosa sia siamo di nuovo con i bagagli pronti e la famiglia che si allarga già di nuovo sul ciglio della porta con lo sguardo lontano…

venerdì 18 dicembre 2009


(immagine creata da Anna Rosati, che ringraziamo caldamente, tutti i diritti riservati)


Buon Natale e Felice anno nuovo a tutti voi, vicini e lontani!
un grande abbraccio dalla Capuzzo family!

domenica 6 dicembre 2009

25.11.09 MR. GREG E LE RELAZIONI SOCIALI A KAMPALA

Mr. Greg cresce a vista d’occhio in Uganda, in capitale. E felice nel compound dove viviamo, pieno di alberi, di amichetti con cui divertirsi e soprattutto sicuro e senza pericoli (quasi, visto che ha già tre cicatrici in fronte dovute a cadute di gioco). Ma è giusto che anche lui veda e viva la città per come è veramente, che va ben oltre il cancello dietro al quale ci ripariamo. A volte andiamo nelle stradine sterrate che scendono dalla strada principale e dopo le quali si apre un mondo a noi quasi sconosciuto. Purtroppo però non è facile essere bianchi a volte in Uganda e anche lui lo ha provato. Quando arriviamo nello spiazzo del quartiere pieno di bimbi che giocano palla, che saltano la corda, che si rincorrono, quasi tutti scalzi, piuttosto sporchi e con il naso che cola di regola…beh le attività si fermano di improvviso e tutti i bimbi in un momento sono davanti a noi con occhi sgranati, immobili, che ci osservano. Non appena Greg fa un gesto o io dico qualcosa esplodono le risate fragorose e le dita puntate verso di noi. Con tutta la buona volontà provo a dire a Greg di andare a giocare ma chiunque si sentirebbe un po’ a disagio in una situazione del genere…allora il dvertimento diventa ricorrere i coniglietti bianchi dagli occhi rossi che corrono sereni tra il pattume e dopo poco ce ne andiamo sconsolati. Sono convinta però che se continuiamo a frequentare lo spiazzo dei giochi diventeremo anche noi ben acccetti , come quella volta che siamo stati invitati a partecipare alla festa di quartiere(sullo stesso spiazzo) con canti e balli tradizionali.

Ma tra i vari episodi ce ne sono anche di piuttosto commoventi, vi ricordate quando vi avevo raccontato di Greg che vendeva banane lungo la strada? Spesso ci siamo fermati dalle donne lungo la strada che vendono pannocchie e banane, con una signora in particolare abbiamo fatto “amicizia”. La signora si siede sul ciglio della strada insieme ai suioi bambini, una, Patricia, di sette mesi e un altro ( o più,ma ancora non ho capito quanti e quali siano suoi figli)di sei o sette anni. Qualche volta ci siamo fermati e a giocare qualche minuto con i bimbi, a scambiare qualche chiacchiera in inglese misto a luganda e gesti e io ho acquistato una pannocchia abbrustolita; altre volte i miei suoceri hanno comprato pacchetti di biscotti e li hanno regalati ai bimbi. Ovviamente non ci apsettavamo nulla in cambio ma una sera, era già buio, stavo tornando a casa con Greg e un’amica e la signora era come al solito sul suo angolo di marciapiede con i suoi bambini, mi ha chiamata “mama Gregori!” e io a fatica nell’oscurità l’ho individuata e mi sono chinata verso di lei, mi ha porto un sacchettino dicendomi “for Gregori” e io attonita ma senza capire di cosa si trattasse l’ho ripetutamente ringraziata con un inchino come usano fare le donne ugandesi. Arrivata a casa, alla luce, ho aperto il sacchettino di plastica trasparente e ho trovato una giraffina di plastica e un gufo di terra cotta…il nodo alla gola è stato inevitabile soprattutto quando vedo come Gregorio tiene a questi due oggetti e li tiene felice tra le mani dicendo “galo” (che significa regalo). Quanto sono preziosi questi due semplici giocattoli!

Credenze interessanti:
In ufficio mi hanno detto che se sei cicciona significa che tuo marito si prende cura di te e sei fortunata…che culo!

sabato 12 settembre 2009

12.09.09 MR.GREG E’ UN VENDITORE DI BANANE

Episodio: passeggiando lugo la via vicino a casa a Kampala (strada grande, asfaltata e trafficata), ci siamo fermati ad acquistare delle banane da una bimba lungo il marciapede. La bimba (che avra’ avuto circa 9 o 10 anni e che credo abbia vissuto molto poco la propria infanzia) era seduta su di una stuoia con un cesto pieno di banane davanti a se’. Mi fermo, con Gregorio per mano, mi chino per chiedere il prezzo e scegliere le banane e Greg cominica ad urlare “nana, nana”! per evitare di fare la figura della madre che non nutre il proprio figlio gli sbuccio una delle banane appena comprate e gliene do un pezzetto, non appena la prende in mano si siede bello comodo affianco alla ragazzina a gustarsi la sua banana ed accarezzare le mani della bimba. Le donne che affianco vendevano panocchie abbrustolite o arachidi si sono messe molto a ridere a vedere questo “cosetto” bianco seduto nel bel mezzo del marciapiede a “vendere “ banane sorridente ma il bello è che quando gli ho detto che era ora di andare, che non potevamo rimanere li tutta la sera lui bel bello mi ha fatto “bye bye” e si è sistemato meglio accanto alla sua nuova amica, pronto a spedirmi a casa da sola. Portarlo via è stata un’impresa tra le risa delle signore affianco e i passanti che si fermavano stupiti ad osservare la scena, per una volta, di un europeo nei panni di un africano…sul ciglio della strada.
E’ proprio vero che i bimbi non hanno confini..che meraviglia!

domenica 30 agosto 2009

30.08.09 MR. GREG E LA CAPITALE DELL'UGANDA

Eccoci di nuovo qua, dopo mesi, ma siamo giustificati infatti ci sono stati graaandi cambiamenti!
Dalla bucolica vita di “campagna” in villaggio Greg si è trasferito con la sua mamma nella caotica capitale Kampala. Kampala è, come la maggior parte delle capitali africane, un caos. Si può trovare di tutto, ma proprio di tutto, anche per le nostre sofisticate esigenze da espatriati europei. Ciò che offre questa città è paragonabile ad una grande città europea compresi casinò, ristoranti per tutti i gusti, piscine, palestre, cinema e teatro… insomma volendo potremmo spassarcela alla grande ma in realtà noi ne approfittiamo pochino… ma Kampala non è solo lusso è anche l’Owino market, il mercato centrale (enorme) costituito da baracche una sopra all’altra che creano cunicoli stretti e maleodoranti tra i quali “passeggiare” per cercare l’articolo desiderato tra centinaia di persone che gridano,che corrono, che mangiano… ci sono le zone dei vestiti da uomo, zona degli asciugamani, zona delle sarte e stoffe…
Kampala è anche i bambini di strada, ai semafori che chiedono l’elemosina; è venditori ambulanti ad ogni angolo di strada che vendono i prodotti più impensati come sdrai, giocattoli, giochi di società, oppure fanno la pedicure o la manicure sul marciapiede solo muniti di una cassettina porta oggetti.
A Kampala ci sono i quartieri ricchi con ville dietro ad alti cancelli o siepi verdissime ma ci sono anche le baraccopoli dove vivono le persone che sono scappate dalla ventanale guerra al nord e si sono sistemate in zone divise per tribù. I bambini di queste baraccopoli parlano luganda (lingua della regione centrale dove si trova kampala) poichè lo utilizzano a scuola, ma parlano anche e soprattutto la lingua delle regioni da dove provengono e seguono le tradizioni della propria tribù nonostante vivano nella capitale..insomma ci sono tante città nella città.
E’ difficile, credo, riuscire a conoscere Kampala e tutti i suoi segreti e le sue contraddizioni ma è anche tanto affascinante crecare di guardare sempre “dietro” ad ogni cosa, dietro al supermecato dalle mille luci, dietro alla strada asfaltata e illuminata, dietro ai locali lussuosi c’è sempre un altro mondo!Un mondo dove vivono migliaia di persone, la sera al buio poichè non hanno l’elettricità, ma che si muovono, chiacchierano, cucinano, si lavano, fanno la spesa…soltanto , spesso, non visti dagli occhi di chi non vuole vedere.